Donne e società. Oltre la ricorrenza: l’8 marzo, motore di trasformazione sociale e binomio per il progresso e l’innovazione

“E Dio mi fece donna”: la meravigliosa poesia di Gioconda Belli

con capelli lunghi,

occhi,

naso e bocca di donna.

Con curve

e pieghe

e dolci avvallamenti

e mi ha scavato dentro,

mi ha reso fabbrica di esseri umani.

Ha intessuto delicatamente i miei nervi

e bilanciato con cura

il numero dei miei ormoni.

Ha composto il mio sangue

 e lo ha iniettato in me

perché irrigasse tutto il mio corpo;

nacquero così le idee,

i sogni,

l’istinto

Tutto quel che ha creato soavemente

a colpi di mantice

e di trapano d’amore,

le mille e una cosa che mi fanno donna

ogni giorno

per cui mi alzo orgogliosa

tutte le mattine

e benedico il mio sesso.

L’8 marzo deve essere un momento di profonda riflessione da parte di tutti, donne e uomini, sulla diseguaglianza di genere. Ancora oggi tante le domande: Siamo considerate alla pari di un uomo nella società? Al lavoro? Nell’accudimento familiare? In un rapporto sentimentale? E se la risposta è ancora NO, cosa fa una società civile e democratica per abbattere le diseguaglianze morali, culturali, economiche? Occorre ancora tempo per imporre consapevolezza ed ottenere pari rispetto e pari diritti. La strada è ancora lunga, ma con il nostro impegno sociale quotidiano e soprattutto UNITE raggiungeremo la meta. Solo allora, in assenza di disparità di genere e di diritti da difendere, l’8 Marzo avrà un significato meramente celebrativo.

Maria Staiano, Coordinamento Donne e Politiche di Genere FNP CISL Area Metropolitana di Napoli

Leggi anche gli altri contributi sul sito regionale www.pensionaticislcampania.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *